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sabato 12 settembre 2015

Un giorno al CosmoBike / A day at CosmoBike

... cioè il paradiso del ciclista nerd (o geek, capirò mai la differenza?). Tonnellate di bici bellissime, componenti di design e gadget di ultima generazione, con l'unico difetto (?) di essere troppo nuovi, per me che sono abituata ai rottami.
Moltissime mountain bike, e relativi accessori, dalle borse all'abbigliamento ai minicomputer per tenere traccia di percorsi e stato di salute del pilota. Tutto bellissimo, ma al di là delle mie capacità di comprensione...
Così come sono al di là delle mie capacità gli stand di componentistica di punta.
...as to say, heaven of cycle nerd (or geek, will I ever understand the difference?). Tons of beautifull bikes, carefully designed components and gadgets of the finest quality, with the only flaw (?) of being too new and shiny, as I am used to bunches of rust.
Lots of mountain bikes, and accessories, form packs to clothes to small computer to keep tracks of the journey and of the health of the pilot. Everything was beautifull, everything was beyond my understanding...
Beyond my understanding was each and every component of high level, as well.
In compenso sono rimasta un buon 10 minuti a venerare i cerchioni in legno di Cerchi Ghisallo: non so quanto siano duraturi, quanto senso abbiano da un punto di vista tecnico, ma sono stupendi. Il loro stand accoglieva anche questa meraviglia: la fotocamera del cellulare non rende giustizia a questa pedivella con ben tre cuori iscritti.
But I stared at least 10 minutes to wooden wheels of  Cerchi Ghisallo: I don't know if thay can last, I don't know if they can make sense on a technical point of view, but they are stunning. They showed as well this little marvel: phone camera cannot give you the whole perfection of this crank with three heart inscribed.


La stampa 3D ha raggiunto anche le ciclofficine: Aenimal bhulk di Eurocompositi ha il telaio in materiale plastico riciclato stampato in pezzi e assemblato. Purtroppo non c'erano schede tecniche che fornissero dati su solidità e durata. Se fosse un'alternativa economicamente plausibile ai telai in commercio, sarebbe un'ulteriore spinta verso la personalizzazione della bici, rispetto ai telai standard il design è però molto appesantito.
3D printers had made their way to repair shop: Aenimal bhulk by Eurocompositi has a plastic frame printed in pieces and than assembled; plastic is recycled. There were no techincal datas about durability and resistance. If this solution is not too expensive compared to availavble frames, it might be a step toward a wider customization of bikes, but compared to usual frames the design is a bit bulky.

Molti stand rispolveravano vecchie glorie: Cinzia, con una palette pastello...
Lot of vintage around: Cinzia, with a pastel palette...



Graziella, con un effetto cromato un po' discutibile...
Graziella, with a chromium plating a bit too shiny...

Abici porta all'estremo l'effetto nostalgia ricostruendo un modello d'epoca...(sul sito maggiori informazioni e una foto vera)...
Abici gets nostalgia to a different level by building a vintage model anew (more info and a real picture on web site )


Lo stand di TokyoBike è molto più nelle mie corde di 'ciclista-urbana-che-si-accontenta-dei-rottami-perchè-l'economia-è-quello-che-è' e capiscono cosa è davvero importante: il colore del telaio. Scherzi a parte, le bici sono bellissime: citybike semplici, dal design pulito.
 TokyoBike is much closer to my urban cyclist point of view and they understand what the real thing is: frame colour. Jokes aside, bikes are super cute: simple citybikes with a clean line.



Se si preferisce qualcosa di più frivolo BikeBelle soddisferà tutte le vostre 'esigenze' estetiche, inclusi coprivalvola a forma di dolcetto (giuro).
Per concludere la sezione accessori, è d'obbligo segnalare Cingomma che propone cinture in copertone di bicicletta, con certificazione 'Positive causes' sulla quantità di rifiuti che è stata recuperata. Menzione d'onore per Leonardi Racing che diversifica il proprio mercato proponendo componentistica d'alta gamma per bici  ma fornisce anche gadget come la saliera a forma di mozzo.
If you are looking for something frilly,  BikeBelle will take care of your 'needs', including valve decoration in the shape of cupcakes (I sware).
To complete the accessories section, I have to mention  Cingomma and their belts made by repurposed tires, the amount of reused waste is certified by 'Positive causes'. Honor mention to  Leonardi Racing that hits the market on two sides: high quality components and gadgets as kitchen tools shaped as bikes parts.
Speravo di trovare più produttori/venditori di cargo bike, ho trovato solo PandaBike e Xtracycle.
In compenso abbondavano le bici elettriche. Sono comode, per carità, comodissime. Ma mi mettono in difficoltà da un punto di vista culturale: creano un confine incerto tra bici e motorino e temo che questo non vada a vantaggio della cultura ciclistica. Già si sente chiedere l'obbligo di elmetto per i ciclisti 'perchè lo portano anche i motociclisti' con una associazione forzata tra i due mezzi, se in questo dibattito si inserisce un mezzo che è per sua natura ibrido la confusione non è evitabile. Per un post più completo sulla bici elettrica c'è. come sempre, Copenhagenize qui (solo in inglese).
I was looking for some cargo bikes, but I have found only  PandaBike and Xtracycle.
But there was an abundancy of electric bikes. They are surely handy, very handy. But they give me some cultural issues: they create a blurry boundary between bikes and motorcycles and I don't think this can help cycling colture. We already hear people asking for mandatory helmets for cyclists because 'motorists have it too' on the account of a false equivalence between two different means of transportation. If we throw in such a debate a vehicle that is actually hybrid the confusion will not be avoidable. If you want to read more about this subject check Copenhagenize here. 
Proseguendo l'elenco di cose che mi hanno convinto poco: hostess poco vestite. Al di là del legittimo dibattito sul corpo femminile, al di là del più ampio dibattito 'se il tuo prodotto è valido non venderlo spruzzandolo di feromoni', mi secca vedere il ciclismo appiattirsi su dinamiche automobilistiche.
Oltretutto, all'epoca della sua invenzione, la bici fu una leva molto efficace nella trasformazione del ruolo socio-culturale femminile: la libertà di muoversi sola senza un accompagnatore, la necessità di adottare un abbigliamento meno costrittivo significarono molto per le donne. All'epoca le cicliste vennero accusate di vari crimini contro la morale, di abbandonare figli e mariti al proprio destino, o addirittura di mettere in pericolo la loro fertilità a causa dei sobbalzi della bici. Ma la prima accusa era il tradimento: che altro può fare una donna che esce di casa da sola?
Ecco, vedere bei corpi femminili in mostra accanto a una bici mi ha dato la strana sensazione di un cortocircuito, come se i barbogi di allora esclamassero dalla tomba 'Visto? Lo dicevamo noi che sareste arrivate a questo: si inizia con la bici e si finisce in calze a rete!'
Another issue: hostess with too little clothes on. Apart from the debate on the female body, apart from the wider debate 'if your product is good don't hide it under pheromones', I don't like seeing cycle culture following car culture.
More over, when it was invented, bike was a powerfull lever in trasforming the social and cultural female role: freedom to move alone without a male help, the need to dress in a less binding way meant a lot for women. In those days, cycling women were accused of different crimes against moral, of leaving children and husband to their fates, even to endanger their fertility because of the jolts of the bike. But the first accusation was to be unfaithful to husbands: what else a woman could do, going out alone? Now, seeing good looking female bodies on display beside a bike, I feel like a short circuit is on, I feel as the old fogies are shouting from the graves 'See? I told you you would get there: you start with a bike, you end in miniskirt!'
Il cortocircuito comunicativo prosegue con: una Volvo in mostra, bici per bambini brandizzate 'Kawasaki' e 'Lambretta', accessori per bambini a marchio 'Ferrari'. E se cerco di venderti una bici come se fosse un auto, allora forse è logico che ci fosse uno stand di cyclette iperteconologiche pubblicizzate dallo slogan 'il ciclismo intelligente è arrivato'. Ovviamente scritto in inglese in modo che faccia più colpo...
The communication short circuit go on with: a Volvo on display, kids bikes with 'Kawasaki' and 'Lambretta' brands on, kids accessori by 'Ferrari'. And if they try to sell you a bike pretending it is a car, maybe it makes sense a  supertechnologic exercise bike advertised as 'intelligent cycling'. The phrase was in english, to pretend that it really made sense...
Ben più comprensibili i problemi di comunicazione dei coraggiosi addetti degli stand asiatici: il mio italo-inglese si è scontrato con loro sino-inglese con effetti comici che una trascrizione non saprebbe rendere (però il sito è in inglese).
Afterall, it was much more comprehensible to have communication problems with the brave salesmen of the asian factories: my italian-style-english crashed against their chinese-english with funny results that a transcription cannot express (but the web site is actually in english)
Sbaraglia ogni concorrenza il fantastico stand olandese, di arancio vestito.
Beyond everything else stands the Nederland embassy, all dressed in orange.
Disponibilissimi, mi hanno fornito ogni possibile indicazione e informazione, interessandosi alle mie domande e rimanendo impassibili davanti al mio inglese di Oxford, frazione di Imola.
Al mio secondo passaggio, ho avuto modo di chiacchierare per un buon quarto d'ora con Amin Mayani, il brillante designer di Republic Dutch. Gentilissimo ed entusiasta, si è prestato a una lunga chiacchierata tecnica su bici, cultura e design. A corredo della chiacchierata, mi ha omaggiata di un autografo col commento 'Se divento famoso, potrebbe valere molto'.
Spesso l'italiano accusa il nord europeo di essere un po' chiuso e poco comunicativo. In realtà rispetto agli altri stand, sia istituzionali, sia commerciali, qui mi sono sentita davvero accolta. E non si tratta solo dell'offerta di frutta e dolcetti, ho avuto l'impressione di persone davvero interessate ed entusiaste.
Perfectly kind, they gave me every piece of information I had asked, caring for my questions and keeping a perfect assurance at my Oxford-upon-Po english.
My second raid allowed me to chat for at least a quarter with Amin Mayan, the perfect designer of  Republic Dutch. Excedingly kind and enthusiastic, he had with me a long detailed talk about bikes, culture and design. As a last gift, he gave me his sign, adding 'If I ever get famous, this might have a value'.
Italians often accuse north europeans to be cold and not talkative. But if I compare these guys to others, both in commercial and in administrative roles, I realy feel they had taken me in. And it is not about sweets and fruits offered to the passerby, it is about passion and care.
In seconda posizione nella mia personale classifica 'Chiacchierate' c'è l'addetto italiano allo stand della Deutsche Bahn: per pubblicizzare le tratte italiane della compagnia tedesca, si è subito mezz'ora di chiacchiere della sottoscritta senza battere ciglio. Anzi, sembrava quasi contento...
At the second place of my personal ranking of 'Chatters' there is the italian salesman of Deutsche Bahn: to advertise the  italian routes  of the german company, he had to take half an hour of my gibberish, and he did not blink an eye. Instead, he almost look happy...
Non classificata, perchè l'incontro è avvenuto fuori dalla fiera, ma davvero ottima, la chiacchierata col proprietario di una fantastica cargobike pieghevole; particolarmente meritorio perchè la suddetta cargo è stata caricata sul treno, ed è pure autocostruita con telai TRN ed elementi Xtreme per la parte dedicata al carico. 
Insomma il perfetto compagno di viaggio, con cui ho potuto chiacchierare tutto il tempo di: cargobike, politiche a favore del ciclismo urbano, turismo in bici, bike to school, infrastrutture di ciclabilità e L'AltraBabele
Not ranked, as it has happened ouside the exposition, the long chatter I had with the owner of a foldable cargo bike; especially interesting, because the said cargo has been put on the train, and it has been assembled by the owner, with TRN frame and cargo component by Xtreme. Just the perfect man to share a trip with, talking all the way of: cargobike, urban cicling, turism by bike, bike to school project , cvcling infrastructures and L'Altra Babele.





lunedì 1 giugno 2015

Di fangirl e ignoranza / About fangirling and ignorance

14 maggio, conferenza dell'architetto/urbanista Pier Luigi Cervellati sull'urbanistica contemporanea. Io, che ho una venerazione per il lavoro che ha fatto sul centro storico di Bologna, non ho potuto non assistere. E come ogni cosa che idealizziamo, non è stato tutto rose e fiori.
May 14, conference of architect/city planner  Pier Luigi Cervellati on contemporary urbanism. I could not avoided it, having been in love with his work on Bologna's old city center. And, as everything we idolize, it was not all smooth-running.

L'incontro verteva sul problema del diritto urbanistico, se serva una più forte struttura normativa per poter avere piani urbanistici validi, o se il problema del diritto sia in realtà un paravento a una incapacità progettuale. Non mi sento in grado di affrontare un tale dibattito.
Mentre il problema disciplinare - l'urbanistica è una scienza, un'arte o una tecnica? - non mi appassiona: trovo le definizioni che separano irritanti, spesso artificiose, credo che non esista in realtà una separazione così rigida nella realtà del lavoro, di qualsiasi lavoro, credo che non esista scienziato senza intuizione, o artista senza consapevolezza, anche scientifica, del mezzo usato.
Condivido perciò l'atteggiamento prudente di Cervellati che, ponendo la domanda, si trattiene dal dare una risposta. O almeno una risposta diretta, perché nel corso della conferenza, sembra che 'tecnica' sia la parola più ricorrente.
The conference was about town planning laws, if you need better laws to have better plans or if town planners point to laws to hide their own lack of skills. I don't feel able to tackle such a debate.
And the definition of urbanism - is it art, science or technique? - does not interest me: I feel that definitions that separate are irritating, often artificial, I think that such strong separations do not exist in the work field, in any work field, I think a scientist cannot lack intuition, an artist cannot lack understanding of his means, even scientific understanding.
So I share the prudence of Cervellati, that asks the question but does not answer it. At least no direct answer, for, during the conference, 'technique' is the most recurrent word.

Forse è questo che mi ha lasciato un po' di perplessità alla fine della conferenza: un non-detto, un sottinteso che faccio fatica ad accettare.
Forse, come molte persone che hanno dedicato la vita a un argomento, Cervellati dà per acquisite informazioni che non sempre tali sono.
Forse sono io che ho bisogno di più chiarezza della media...
Maybe this is what left me slightly perplexed, at the end of the conference: a not-said, an allusion that is hard for me to understand. 
Maybe, as many persons who have devoted their all life to an issue, Cervellati gives some informations for granted, while they are not.
Maybe it is me lacking understanding...

via Orefici, sedute / via Orefici, benches
Come nelle critiche di Cervellati alle sedute alberate che il Comune ha posto nella centrale via Orefici.
Sono sedute in corten e legno che contengono un vaso per un albero di ciliegio, progettate dall'ufficio comunale preposto.
Il gusto non si discute, le sedute possono piacere o meno, possono essere ritenute adatte a Bologna o no - a mia madre ricordano le vecchie panche circolari che abbracciavano alcuni alberi dei giardini Margherita. Cervellati le ritiene poco belle e poco adatte a rispecchiare l'identità bolognese. Opinione rispettabile.
La mia domanda è: questo giudizio è artistico, scientifico o tecnico? Come lo si inserisce in un'idea tecnica dell'urbanistica? Esiste una definizione scientifica di 'bolognese'? O un approccio tecnico allo spirito di un luogo?
Ma ancora più importante, a mio avviso, è un aspetto che più volte è tornato nella comunicazione di Cervellati: l'urbanistica deve risolvere problemi, perciò l'aspetto tecnico deve prevalere sugli altri.
Se questo è il caso, la dotazione di panchine che il Comune di Bologna ha intenzione di fornire, disseminando "ogni piazza e ogni slargo stradale" (cit. Cervellati) di queste sedute, non tenta forse di risolvere un problema tecnico, ossia la possibilità delle persone di stare in strada?
Oggi, per poter stare in strada, è necessario comprare tale diritto acquistando qualcosa in un bar che abbia un dehors. Cioè un diritto - l'uso dello spazio pubblico per la vita sociale - e un dovere - la partecipazione e la creazione stessa della vita sociale - passa attraverso l'acquisto di un bene irrilevante a tale godimento (tipicamente un caffè).
Queste panchine sono certamente discutibili ma, tecnicamente, danno un'alternativa al dehors, permettono, sempre tecnicamente, di stare per strada.
For instance, Cervellati criticizes the tree seat that Bologna council has placed in downtown, in via Orefici. 
They are made by corten and timber, with a pot for a cherry tree, designed by an office of the city council.
Taste is not debatable, you can like this benches or not, you can think they suit Bologna or not - my mum thinks they look like the old round benches that hugged some trees in Giardini Margherita, an historical garden in town.
I wonder: is this judgment artistic, scientific or technical? How does it match with a theory of planning as a technique? Can you give a scientific definition of 'Bologna typical style'? Or a technical approach to the soul of a place?
Of more importance is comparing this critique to something that has been said by Cervellati many times in the conference: urbanism should solve problems, that is why technique is more relevant than art and science. If that is the case, benches provided by city council "in every plaza and road widening'"(quote Cervellati), are they not a way to solve a technical problem, i.e. giving people the chance to enjoy the street?
Nowadays, to spend time in the street, you have to buy such right by buying  something in a cafe that has a outdoor area. Namely a right - use public space for public life - and a duty - be a part of and develop sociality itself - have to go through the purchase of a useless item, useless to such right/duty (usually a coffe).
These benches are certainly questionable, but, technically, give an alternative
to the outdoor area, allow, always technically, to being on the street. 

Via Stalingrado, ciclabile / via Stalingrado, cycle path
Ma non solo di panchine si è parlato. L'altra grande questione è la mobilità. Di nuovo, i sottintesi mi hanno reso difficile comprendere la vera posizione di Cervellati.
Nel criticare la pista ciclabile sul ponte di via Stalingrado come pericolosa per ciclisti e pedoni, ha dichiarato che "facciamo piste ciclabili per lavarci la coscienza".
La ciclabile in questione è terribile ed è vero che spesso tali strutture vengono fatte male e col solo scopo di fingere un'attenzione alla mobilità ciclistica.
Chi studia urbanistica sa che una qualsiasi infrastruttura di mobilità deve far parte di una rete complessiva, che ogni sua parte richiede un tutto per funzionare, e chiunque può capire che una ciclabile fatta così è un insulto a tutti, ciclisti e non.
Ma la frase di Cervellati, senza un contesto chiaro, sembra un rifiuto diretto di qualsiasi infrastruttura ciclabile.
Lo stesso vale per la critica di Cervellati ai bus in centro storico: è vero che impongono vibrazioni eccessive agli edifici, mettendone a rischio la statica, ma senza un accenno alle alternative, si potrebbe credere che l'unica soluzione sia l'auto privata.
Seats were not the only issue. Mobility was a main topic. 
Again allusions gave me hard time to understand Cervellati actual point of view.
Criticizing cycle path on Stalingrado bridge as dangerous for cyclists and pedestrians, he declared "we build cycle paths to clean our consciences"
This cycle path is horrible and really we build up such infrastructure badly and only to pretend we care for urban cycling.
Who has studied town planning knows that mobility infrastructure needs to be part of a whole to work, that every part of the network needs the network to work, and everyone can see that such a cycle path is an insult to all, cyclist and motorist.
But without a context, Cervellati's phrase can sound as a rejection to all cycling infrastructures.
Same can be said about Cervellati's criticism to buses in downtown: surely they inflict vibrations that stress buildings, but if you don't mention alternatives, someone might understand that the only way to move in town is your own car.

E allora non me ne vogliano gli organizzatori del convegno che lamentavano la scarsa copertura giornalistica: temo che il grande pubblico sarebbe rimasto perplesso davanti ad alcune posizioni espresse.
Il prossimo ciclo di conferenze previsto ad ottobre potrà avvalersi di un taglio più generalista, e possibilmente di una maggiore pubblicità, visto che per questa prima serie non è stato fatto nessuno sforzo di comunicazione.
And so I am sorry if the conference organization complained for lack of media coverage: I am afraid that public  would have been perplexed about certain claims. 
The next cycle of conferences scheduled in October may use of a wider outlook, and possibly more publicity, because for this first series was not made any communication effort.


giovedì 12 marzo 2015

Una ciclabile abusiva/An illegal cycle lane

Domenica 30 novembre 2014, un gruppo di cittadini romani ha dipinto una ciclabile nel tunnel di Santa Bibiana a.k.a. traforo di San Lorenzo. Si tratta di una infrastruttura necessaria al collegamento dei quartieri Esquilino e San Lorenzo, divisi dal fascio dei binari della stazione Roma Termini come si vede da questa immagine:
(qui un'analisi più approfondita della situazione e dell'area).
Il giorno successivo una squadra del Comune era già al lavoro per rimuovere l'intervento.

Sunday 30th november 2014 some residents of Rome painted a cycle lane in Santa Bibiana tunnel a.k.a. San Lorenzo underpass. This tunnel connects Esquilino and San Lorenzo districts, that are separated by railways of main Rome railway - Roma Termini - as shown in the picture above. (A better analysis of the area is available here, italian text only).
The following day, some workers were dispatched by city council to remove the bike lane.

Prima/Before                                                    Durante/While                                         Dopo/After

(le prime due immagini vengono da qui, la foto a destra invece da qua).
(first two pictures from here, picture on the right from there).

Come si è arrivati a questo? Da tempo i residenti chiedevano la realizzazione di una corsia ciclabile; il tunnel è attualmente un senso unico, con una carreggiata di 9 mt., sono presenti due marciapiedi molto stretti, protetti da ringhiere. L'amministrazione comunale non ha fatto nessun seguito alle richieste.
Perciò una domenica una decina di residenti ha lavorato per circa tre quarti d'ora e con 140 € di spesa ha realizzato la ciclabile. Da notare la posa di bottiglie dipinte in bianco per proteggere la vernice durante l'asciugatura. I volontari hanno disegnato anche la linea di mezzeria, che non era presente e che rendeva la carreggiata pericolosa.
Ai lavori ha assistito anche un giornalista di Repubblica, dandone atto.
Al termine del lavoro, i volontari hanno affisso una rivendicazione anonima del proprio operato:


What has happened? For long inhabitants have asked for a cycle lane; the underpass is a one-way 9 mt wide carriageway, with narrow sidewalks, protected by fences. City council took time and did not face the problem.
So on  sunday about ten activists worked for almost 45 minutes and by spending 140€ on equipment  they painted the lane. The white painted bottles are placed to protect the paint while drying. Volunteers painted the center line, mandatory according to italian law but forgotten in this road.
A journalist of 'La Repubblica' was present, you can see his article here. You can find a brief article here, in english.
As the job was done, activists had left an anonymous letter to claim their doing:
(immagine presa qui)
(photo from here)

Il giorno successivo, un gruppo di operai era al lavoro per eliminare l'intervento. Ma a causa dell'insufficiente rimozione, e soprattutto a causa della grande quantità di spazio disponibile, gli automobilisti sembrano rispettare la ciclabile abusiva.
Il Comune aveva comunicato che il 12 gennaio sarebbero iniziati i lavori per la ciclabile, ma senza nessun risultato reale; perciò l'8 febbraio 2015 qualcuno ha ridipinto la ciclabile, come documentato qui.


The following day a group of workers erased the lane. But for their work was not accurate enough and the carriageway so wide, it seems as car drivers are keen to not cross the illegal cycle lane.
City council declared the work for the bike lane to start on 12th january, but nothing was done; so, on 8th february 2015, someone painted the cycle lane, again, as told here.


Santa Bibiana - protettrice delle ciclabili popolari
Saint Bibiana - patron saint of the bottom-up cycle lanes

venerdì 30 gennaio 2015

Farsi la ciclabile, educatamente / DIY bike lane, the polite way

Questo post è la traduzione di questo post, tradotto col gentile permesso dell' autore, Tom Fucoloro

This post is the translation of this post and that post, so no english text this time :)

"Un gruppo di guerrilla per la sicurezza ciclabile installa 'educatamente' dei dissuasori sulla ciclabile di Cherry Street

Un educatissimo gruppo di attivisti anonimi, interessati alla sicurezza stradale, armati di 350$ di paletti di plastica riflettente ha trasformato la ciclabile di Cherry Street sotto la I-5 da corsia dipinta a ciclabile protetta lunedì mattina (1 aprile 2013).
Il gruppo - che si definisce Reasonably Polite Seattleites (Abitanti di Seattle 
Ragionevolmente Cortesi) - voleva mandare un messaggio su quanto facile e conveniente possa essere usare questo metodo per rendere le ciclabili più sicure in tutta la città. Per rendere più evidente la loro gentilezza, hanno attaccato i pali con una pellicola adesiva per una rimozione più semplice, secondo una loro mail inviata a SDOT (Seattle Department of Transportation, analogo all'Assessorato ai Trasporti) e a Seattle Bike Blog.
La città li ha rimossi, ma ha risposto con un'egualmente cortese mail ringraziando per aver mandato un messaggio sulla sicurezza, scusandosi per la rimozione obbligatoria e addirittura offrendosi di restituire i paletti. Di seguito le educatissime mail, iniziando dal gruppo Reasonably Polite Seattleites:

Tom, sono un avido lettore del tuo blog e un avido ciclista. Siamo stati a diversi meeting assieme, ma non credo che ci siamo mai presentati. Ti mando questa mail perchè questa mattina io e un amico abbiamo installato una fila di paletti di plastica lungo la corsia ciclabile sulla Cherry Street sotto la I-5. Ti mando un paio di foto. A New York, Washington, D.C., Chicago, San Francisco, Portland, gli assessorati ai trasporti normalmente li installano, per rallentare il traffico al limite previsto e dare qualche protezione ai ciclisti. Ci si potrebbe chiedere, molto ragionevolmente, come fa un pezzo di plastica a buon mercato a proteggermi da un guidatore distratto o ubriaco su due tonnellate di SUV? In base alla mia esperienza in altre città 1) riducono la velocità dei veicoli facendo sembrare più stretta la strada (senza effettivamente restringerla); 2) è sostanzialmente un sistema di avvertimento per il conducente ubriaco o distratto; se ne tira giù uno, probabilmente rallenterà, riducendo la possibilità di colpire un pedone o un ciclista. Questa fila costa circa 350 $ in materiale e ci sono voluti davvero 10 minuti per installarla (onestamente, poichè la centrale della Polizia di Seattle è dall'altra parte della strada, ci siamo sbrigati). SDOT forse contesterà la manutenzione costosa, o la difficoltà nel pulire la strada, ecc. Sono argomenti ragionevoli, ma Chicago, D.C., San Francisco hanno affrontato e superato queste difficoltà.
Abbiamo scelto questo isolato in modo arbitrario, di certo non ci piace andarci in bici, sebbene la pista sia abbastanza nuova, la auto sfrecciano accanto, accelerando per la collina vicina o per entrare nella I-5. Il piano è inclinato, perciò le bici vanno piano: mentre le auto accelerano a 70 km/h, noi andiamo a 6-8 km/h. Ma certo non è l'infrastruttura ciclabile peggiore a Seattle. La nostra intenzione era semplicemente di dimostrare come un piccolissimo investimento di tempo e denaro da parte dello SDOT possa trasformare una ciclabile marginale, sotto utilizzata e pericolosa in una struttura sicura per auto, pedoni e ciclisti. (Non è retorica; come certo sai, gli investimenti della città di New York per strutture pedonali e ciclistiche hanno portato al più basso numero di investimenti per infrastrutture per il traffico motorizzato, non per abitante, ma come cifre assolute, nonostante la crescita esponenziale di popolazione; in altre parole, questi impianti rendono le strade più sicure per tutti non solo per pedoni e ciclisti.)
Speriamo che il nuovo piano ciclistico, che attualmente include 220 km di piste ciclabili, sarà realizzato, anche se siamo comprensibilmente scettici. Mentre aspettiamo, molte soluzioni ovvie, convenienti e relativamente non controverse esistono, come abbiamo cercato di dimostrare qui. Speriamo che il sindaco McGinn sfrutterà queste opportunità. Speriamo di non dover spendere i nostri soldi, rischiando di essere arrestati, in misure di moderazione del traffico ovvie e non intrusive, per poterci sentire sicuri andando in bici in città.
P.S. Poiché siamo cittadini gentili (anche se coinvolti in azioni di disobbedienza civile) abbiamo usato un dischetto adesivo, che è removibile, non resina epossidica, più duratura, ciò significa che il sindaco e lo SDOT possono togliere i pali senza sforzo, se così desiderano.

Due giorni dopo, il gruppo ha ricevuto una risposta ugualmente cortese da un ingegnere del traffico dello SDOT, che spiegava perché i paletti andavano rimossi (e offrendosi di restituirli):

Buongiorno, cittadini 
ragionevolmente educati,
grazie per averci indicato alcuni semplici modi per moderare il traffico e creare piste ciclabili che vi facciano sentire più sicuri nelle nostre strade. La vostra sensazione di disagio e insicurezza nell'usare una corsia solo dipinta accanto a una carreggiata con una grande mole di traffico veloce è il sentimento che sentiamo espresso da molti nostri residenti mentre aggiorniamo il nostro piano per la ciclabilità. Questo forte messaggio diretto a me e al mio staff, di pensare con più attenzione al disegno della infrastruttura e alla sua implementazione, lo abbiamo sentito forte e chiaro. Avete assolutamente ragione nel dire che ci sono modi semplici e poco costosi per rallentare il traffico, per aumentare il senso di protezione e fornire strutture ciclabili più gradevoli e che possano dare spazio a una più ampia fetta di popolazione ciclistica. Apprezzo molto che ve ne preoccupiate abbastanza da spendere soldi, tempo e rischio per mandare un messaggio a me e al mio staff. Il mio impegno con voi è fare del mio meglio per migliorare le strutture esistenti e installarne di nuove in modo più attento. Alcune saranno poco costose, come voi avete mostrato su Cherry Street, altre necessiteranno di più risorse.
I paletti che avete montato a Cherry Street saranno rimossi e mi dispiace. I paletti sono alti 91 cm. e sono più alti della maggior parte dei manubri di bicicletta. Un ciclista potrebbe urtarvi con una manopola, sarebbe un pericolo. La corsia ciclabile è larga 1,5 mt. La corsia carrabile è 3,35 mt. che è quanto il Dipartimento dei Trasporti ci ha concesso come riduzione della corsia. Cherry Street è al di sotto della superstrada ed è di proprietà statale, perciò ci serve il loro permesso per riconfigurare la strada. Se avessimo più spazio, potremmo installare dei piloni più bassi. Purtroppo non è questo il caso. Per favore fatemi sapere se desiderate riavere i paletti e dirò alla squadra di lasciarli in un posto sicuro in cui possiate recuperarli. Grazie ancora per la vostra meditata dimostrazione.
Sinceramente,
Dongho Chang
Ingegnere dei trasporti, Assessorato ai trasporti di Seattle"

Nei commenti al post di cui sopra, è partita una interessante discussione sul problema dei paletti, se siano una soluzione valida o no, quanto sia difficile pulire la ciclabile una volta installati i paletti, se sia più pericoloso cadere per aver colpito un paletto col manubrio o se sia più pericoloso essere colpiti da un'auto che sconfina nella ciclabile, se una ciclabile separata non renda troppo pericoloso affrontare l'incrocio, specie se il ciclista desidera svoltare a sinistra.
In particolare, il commentatore PJ fa notare che in Olanda si preferiscono paletti alti ai cordoli bassi, perché è più pericoloso colpire un ostacolo con un pedale che col manubrio.



La vicenda ha avuto un seguito (qui il post originale).

"La città ha registrato il consiglio fornito dal gruppo di attivisti e non solo ha installato paletti riflettenti ma ha anche esteso la ciclabile lungo la 7° Ave e Marion. L'ingegnere responsabile Chang ha installato i paletti fornendoli di uno spazio di sicurezza verso la ciclabile, per evitare urti coi manubri, e verso la carreggiata. Di seguito la mail con cui ing. Chang ha informato il gruppo di guerrilla urbanism e il Seattle Bike Blog:

Buongiorno, cittadini 
ragionevolmente educati,
ho buone notizie, lo SDOT ha collaborato col Dipartimento dei Trasporti statale per reinstallare la vostra ben pensata protezione su Cherry Street, I due enti hanno deciso per un monitoraggio della strada per decidere se siano necessari altri miglioramenti. Ne abbiamo approfittato per altri miglioramenti. Abbiamo installato una casa avanzata per la svolta a sinistra in due tempi sulla 7° avenue per i ciclisti che non si sentono abbastanza sicuri da svoltare nel traffico automobilistico, una nuova ciclabile sulla 7° tra Cherry e Marion, e una ciclabile su Marion tra 7° e 8° avenue."

mappa

mercoledì 28 gennaio 2015

In italiano 'guerrilla urbanism' si dice.../ Guerrilla urbanism, anyone?

In inglese il termine 'guerrilla urbanism' si riferisce a diverse pratiche di riuso e sviluppo dello spazio urbano basate sul coinvolgimento diretto di cittadini, residenti e fruitori. Non riesco a trovare una traduzione di questo termine in italiano. Una ricerca on line restituisce molti esempi di 'guerrilla urbanism' negli Stati Uniti, forse in altri paesi si preferisce un altro termine, o forse è un movimento, per ora, circoscritto al Nord America.

'Guerrilla urbanism' refers to reshaping urban realm through cooperation between citizens, designers and planners. I cannot define it in italian, I am not sure if a translation actually exist. A search on line gives many examples in USA, maybe in other countries a translation is used, or maybe this tecnique is only used in North America. I've found an interesting resource here, listing four types of actions.

Questo sito definisce quattro tipi di pratiche:
LABORATORIO O ATTIVITÁ DI PROGETTAZIONE: si tratta di gruppi di lavoro che coinvolgono cittadini e decisori nella realizzazione di piccoli interventi sullo spazio pubblico. Le strade vengono riconfigurate temporaneamente, per un solo giorno o un fine settimana, con attraversamenti e piste ciclabili dipinte con vernice non permanente; questo permette agli interessati di capire i benefici del progetto in discussione e capire come questo potrebbe influire sull'intera comunità. Tra i quattro è l'intervento di minor durata.

'Planning workshop or activity': check here for the original english text.

EVENTI E GIORNATE 'POP UP': si tratta di eventi simili a festival, in cui lo spazio pubblico viene modificato temporaneamente per permettere ai cittadini di vivere in modo diverso una strada o una piazza. Non si tratta di testare una soluzione definitiva, ma di dare un'immagine diversa di uno spazio. Da un punto di vista strategico, questi eventi permettono ai cittadini di vedere una città diversa, ad esempio con meno auto e più biciclette, o con un parcheggio trasformato in un salotto, aprendo la possibilità di un cambiamento più duraturo. Tra i quattro è l'intervento meno 'solido' in quanto agisce più sull'uso dello spazio che sulla sua forma.

'Pop up days and events': here the full text.

GUERRILLA URBANISM: si tratta di interventi autoprodotti. Singoli o gruppi si prendono la responsabilità di agire sullo spazio pubblico senza richiedere autorizzazioni, per risolvere un problema, per ragioni artistiche o d'impegno sociale e politico. Spesso appaiono in una notte e a volte nessuno se ne assume la responsabilità. Gli interventi spaziano da ciclabili, interventi di riqualificazione, inserimento di sedute e di indicazioni stradali. Tra i quattro è l'intervento meno strutturato e meno ufficiale.

'Guerrilla urbanism': english full text here.

SPAZI TEMPORANEI: si tratta di interventi temporanei di riqualificazione organizzati di solito dalle autorità in collaborazione coi cittadini. Sono spesso utilizzati per poter agire sullo spazio pubblico senza dover richiedere tutte le autorizzazioni necessarie, in quanto intervento temporaneo pensato come fase di test di un intervento più lungo e complesso. Consistono nel miglioramento e allargamento dello spazio pedonale, creando piazze e spazi verdi temporanei. Tra i quattro è l'intervento di più lunga durata, in quanto può durare anche un anno.

'Temporary people space': here is the original text.

In Italia esistono 'laboratori di urbanistica partecipata' in cui pianificatori e cittadini si incontrano per discutere un progetto urbanistico: spesso sono operazioni di marketing, in cui le autorità cittadine cercano di creare consenso attorno ad un progetto; a volte sono discussioni vere, proficue, che portano a variare il progetto secondo i desideri della cittadinanza. In entrambi i casi sono però discussioni, magari attorno ad un plastico, non interventi diretti sullo spazio pubblico.

In Italy the closest thing to a 'planning workshop' is 'laboratorio di urbanistica partecipata', a meeting where city council's planners show and explain urban project to citizens: these are often marketing events to convince people of the benefits of a project; sometimes the discussion brings to a improvement of the design to meet people needs. In both cases these events are meetings, talks around a model, not alterations of the public realm.

La cosa più simile agli 'eventi pop-up' sono le chiusure periodiche del traffico in una strada, magari al fine settimana o per eventi specifici.

The closest thing to 'pop-up events' is to close a street to vehicular traffic for a day, mainly on weekends or for festivals.

Gli interventi di 'guerrilla' sono rari, ma esistono, anche se fatico a trovare una definizione e quindi conosco pochi casi. La traduzione diretta suonerebbe come 'guerriglia urbanistica' ma il termine 'urbanistica' si applica a piani a scala urbana o almeno di quartiere, mentre gli interventi di cui si parla sono a scala molto più ridotta. Sono interventi di progetto urbano, quindi la traduzione dovrebbe suonare come 'guerriglia urbana' che però ha un significato specifico e molto diverso...

In Italy 'guerrilla urbanism' is rare, but it does exist, but, as I struggle to define it in italian culture, it is hard for me to find exemples. A translation might be  'guerriglia urbanistica' but the word 'urbanistica', in english 'planning', applies to plans about the whole town or a district, while 'guerrilla urbanism' acts at a much finer scale, the scale of urban design, in italian 'progetto urbano'. So the translation could be 'guerriglia urbana'. But  'guerriglia urbana' in italian is 'guerrilla warfare', quite a different concept...