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lunedì 28 dicembre 2015

Di panchine e terrorismo / About benches and terrorism

A quanto pare c'è un supercattivo in città: il gruppo di nuove panchine installate sotto le Due Torri.
Apparently there is a new villain in town: a group of benches placed under Due Torri.
E, come tutti i supercattivi, ha una fedele spalla: il dissuasore, o fittone.
And, as every villain, it has a trusty sidekick: the bollard.
Riassunto delle puntate precedenti: le Due Torri sono uno dei simboli della città di Bologna, ma sono al centro di una raggiera di strade, poco sicure da raggiungere a piedi dalla vicina Piazza Maggiore. Il Comune decide di riqualificare la strada principale e di ampliare le già esistenti aree pedonali: in questo modo le Torri saranno tutelate, e saranno tutelati i cittadini e i turisti che vanno ad ammirarle.
Ma 'dietro' al simbolo della città c'è uno spiazzo, uno spazio tra le torri e la chiesa retrostante, una piazzetta poco utilizzata poichè da essa non si accede nè alle torri nè alla chiesa, non è uno spazio di transito, perfino la rastrelliera che vi è collocata è poco usata.
Appena più a sud, il Palazzo della Mercanzia non è in condizioni migliori: si affaccia su una piazzetta triangolare, teoricamente il perfetto cannocchiale prospettico per ammirare la facciata riccamente decorata. Ma il traffico impedisce alle persone di sostare, l'area è poco attraente, uno slargo invaso da auto, uno spazio di risulta. Dal punto di vista storico, la piazza nasce dopo l'abbattimento delle mura del 1000, o mura di selenite; eliminato il muro, qui si collegano l'antica città romana dalla struttura a rete perpendicolare e l'insediamento longobardo con strade a raggiera. Il Comune decide di chiudere al traffico una delle strade e limitare l'accesso veicolare all'altra strada.
La scelta progettuale è eliminare il gradino tra marciapiede e la carreggiata e sostituirlo con una fila di fittoni: i pedoni possano attraversare in ogni direzione, anche le persone in carrozzina, famiglie coi passeggini, passanti con trolley; saranno le auto a essere costrette, non le persone. Lo spazio antistante il palazzo viene messo a disposizione dei cittadini e fornito di sedute.
Previously, on Bologna: Two Towers are one of the symbols of the city, but they are in the middle of a radial pattern of streets, it is unsafe for a pedestrian to reach the place from Piazza Maggiore. The city Council decides to renew the main street and to enlarge the pedestrian zones: Two Towers will be protected, and so will be protected citizens and tourists.
But 'behind' the towers there is a small area, between towers and a church, a place seldomly used, for it does not give access to towers nor the church, even the bike rack is rarely used.
South to the towers, the Palazzo della Mercanzia is not in a better situation: it is standing on a small triangular plaza, it should be the perfect frame to the richly decorated façade. But the cars do not allow people to stare at the building, the place is not welcoming, a left over. Here once stood the defensive wall called 'mura di selenite'; as the wall has been teared down, here they meet the perpendicular road network of the roman city and the radial pattern of the lombard place. The City Council decides to turn a street in a pedestrian area and to reduce the access to the other road.
The design of the area avoid steps between carriageway and sidewalk, in its place there is a line of bollards: pedestrians can walk freely, even persons on wheelchairs, family with strollers, tourists with trolley cases; cars will be constrained, not people. The area in front of the building is given to pedestrians and enriched by seats.
La scelta è di usare semplici blocchi di pietra di forme diverse disposti in file regolari, un compromesso tra varietà e ordine, cercando di evitare sia la confusione sia la noia e la ripetizione.
The decision is to place simple stone blocks of different shapes placed in rows, a compromise between variety and order, trying to avoid confusion and boredom.

Il risultato è in parte discutibile: le forme non legano bene col contesto, il colore delle pietre è un po' troppo freddo se rapportato ai rossi e i gialli di Bologna. In difesa del progetto va notato che gli edifici che si affacciano sono talmente diversi l'uno dall'altro, per epoca, materiali e motivi decorativi, che risulta impossibile definire un elemento di comunione. Gli elementi inseriti devono collegarsi a edifici medievali...
The result is somehow disputable: the shapes do not link to the buildings around, the tone of the stones is a bit too cool, compared to the reds and yellows of Bologna. To be fair to the project, one must admit that the surrounding buildings show the widest variety of age, materials and details, it would be impossible to find a linking item. The new seats must go along with medieval buildings...
...a edifici moderni...
...with modern buildings...

...a decori geometrici...
...with geometric details...
...e a decori in stile.
...and with 'old school' details.
Dal punto di vista pratico mancano porta rifiuti e una illuminazione dedicata. Diverse persone useranno queste sedute per mangiare all'aperto e sarebbe opportuno avessero un porta rifiuti a portata di mano, o, come al solito, ci si lamenterà del degrado, senza aver fatto nulla per evitarlo.
On a practical point of view one misses some bins and lights. People will be seating here to eat and it would be useful to give them a bin to dispose of trash, else, as usual, we will be complaining about the mess, without having put any effort in avoiding it.
Il lavoro è stato attaccato in modo aggressivo (isterico?): dal critico d'arte Sgarbi che ha paragonato le panchine all'Isis (qui le prove) all'associazione Italia Nostra che tira in ballo gli squali per mostrare il proprio disappunto sui fittoni. Nessuna critica costruttiva, nessuna proposta: il centro storico è perfetto così com'è, non bisogna toccare niente.
Nessuna considerazione per la necessità, il diritto, delle persone di godersi lo spazio pubblico (come scrivevo già qui), mentre il problema della protezione del pedone viene liquidato con l'educazione: l'automobilista va educato a rispettare gli spazi pedonali, non si sa bene da chi o come.
The project has been attacked heavily (histerically?): by art critic Vittorio Sgarbi, who had compared the benches to Is (here, italian only) and by Italia nostra, that had compared the bollards to shark teeth (here, italian only). Not constructive criticism nor a proposal: the historic core is perfect as it is, there is no room for an improvement.
Not a thought about the need, the right that people has to enjoy the public space (I wrote something here, on the matter), while the problem of pedestrian safety is put aside by talking of 'education': the car drivers should learn to respect pedestrian areas, but no one knows who will teach them and how. 
Nel frattempo una chiesa in via San Felice sta cadendo a pezzi, assieme alla chiesa sconsacrata di San Giuseppe, dietro alla centralissima 'Arena del Sole', assieme ad un edificio in Via Galliera, assieme a tanti altri edifici, meno nobili delle piazze simboliche del passeggio, ma struttura vera di un centro anche storico, ma certamente abitato, oggi forse dimenticato.
Meanwhile, churches in ald town are falling apart,as residential buildings do, less noble parts of a 'historic city' that, historic as it is, still is a city, made of people and houses, not only of untouchable symbols. 
P.S. Mentre si aspetta che vengano montate le indicazioni turistiche agli appositi supporti, qualcuno si ingegna a giocare...
While we wait for turistic information to be put on the right bracket, someone has found a way to play...








lunedì 1 giugno 2015

Di fangirl e ignoranza / About fangirling and ignorance

14 maggio, conferenza dell'architetto/urbanista Pier Luigi Cervellati sull'urbanistica contemporanea. Io, che ho una venerazione per il lavoro che ha fatto sul centro storico di Bologna, non ho potuto non assistere. E come ogni cosa che idealizziamo, non è stato tutto rose e fiori.
May 14, conference of architect/city planner  Pier Luigi Cervellati on contemporary urbanism. I could not avoided it, having been in love with his work on Bologna's old city center. And, as everything we idolize, it was not all smooth-running.

L'incontro verteva sul problema del diritto urbanistico, se serva una più forte struttura normativa per poter avere piani urbanistici validi, o se il problema del diritto sia in realtà un paravento a una incapacità progettuale. Non mi sento in grado di affrontare un tale dibattito.
Mentre il problema disciplinare - l'urbanistica è una scienza, un'arte o una tecnica? - non mi appassiona: trovo le definizioni che separano irritanti, spesso artificiose, credo che non esista in realtà una separazione così rigida nella realtà del lavoro, di qualsiasi lavoro, credo che non esista scienziato senza intuizione, o artista senza consapevolezza, anche scientifica, del mezzo usato.
Condivido perciò l'atteggiamento prudente di Cervellati che, ponendo la domanda, si trattiene dal dare una risposta. O almeno una risposta diretta, perché nel corso della conferenza, sembra che 'tecnica' sia la parola più ricorrente.
The conference was about town planning laws, if you need better laws to have better plans or if town planners point to laws to hide their own lack of skills. I don't feel able to tackle such a debate.
And the definition of urbanism - is it art, science or technique? - does not interest me: I feel that definitions that separate are irritating, often artificial, I think that such strong separations do not exist in the work field, in any work field, I think a scientist cannot lack intuition, an artist cannot lack understanding of his means, even scientific understanding.
So I share the prudence of Cervellati, that asks the question but does not answer it. At least no direct answer, for, during the conference, 'technique' is the most recurrent word.

Forse è questo che mi ha lasciato un po' di perplessità alla fine della conferenza: un non-detto, un sottinteso che faccio fatica ad accettare.
Forse, come molte persone che hanno dedicato la vita a un argomento, Cervellati dà per acquisite informazioni che non sempre tali sono.
Forse sono io che ho bisogno di più chiarezza della media...
Maybe this is what left me slightly perplexed, at the end of the conference: a not-said, an allusion that is hard for me to understand. 
Maybe, as many persons who have devoted their all life to an issue, Cervellati gives some informations for granted, while they are not.
Maybe it is me lacking understanding...

via Orefici, sedute / via Orefici, benches
Come nelle critiche di Cervellati alle sedute alberate che il Comune ha posto nella centrale via Orefici.
Sono sedute in corten e legno che contengono un vaso per un albero di ciliegio, progettate dall'ufficio comunale preposto.
Il gusto non si discute, le sedute possono piacere o meno, possono essere ritenute adatte a Bologna o no - a mia madre ricordano le vecchie panche circolari che abbracciavano alcuni alberi dei giardini Margherita. Cervellati le ritiene poco belle e poco adatte a rispecchiare l'identità bolognese. Opinione rispettabile.
La mia domanda è: questo giudizio è artistico, scientifico o tecnico? Come lo si inserisce in un'idea tecnica dell'urbanistica? Esiste una definizione scientifica di 'bolognese'? O un approccio tecnico allo spirito di un luogo?
Ma ancora più importante, a mio avviso, è un aspetto che più volte è tornato nella comunicazione di Cervellati: l'urbanistica deve risolvere problemi, perciò l'aspetto tecnico deve prevalere sugli altri.
Se questo è il caso, la dotazione di panchine che il Comune di Bologna ha intenzione di fornire, disseminando "ogni piazza e ogni slargo stradale" (cit. Cervellati) di queste sedute, non tenta forse di risolvere un problema tecnico, ossia la possibilità delle persone di stare in strada?
Oggi, per poter stare in strada, è necessario comprare tale diritto acquistando qualcosa in un bar che abbia un dehors. Cioè un diritto - l'uso dello spazio pubblico per la vita sociale - e un dovere - la partecipazione e la creazione stessa della vita sociale - passa attraverso l'acquisto di un bene irrilevante a tale godimento (tipicamente un caffè).
Queste panchine sono certamente discutibili ma, tecnicamente, danno un'alternativa al dehors, permettono, sempre tecnicamente, di stare per strada.
For instance, Cervellati criticizes the tree seat that Bologna council has placed in downtown, in via Orefici. 
They are made by corten and timber, with a pot for a cherry tree, designed by an office of the city council.
Taste is not debatable, you can like this benches or not, you can think they suit Bologna or not - my mum thinks they look like the old round benches that hugged some trees in Giardini Margherita, an historical garden in town.
I wonder: is this judgment artistic, scientific or technical? How does it match with a theory of planning as a technique? Can you give a scientific definition of 'Bologna typical style'? Or a technical approach to the soul of a place?
Of more importance is comparing this critique to something that has been said by Cervellati many times in the conference: urbanism should solve problems, that is why technique is more relevant than art and science. If that is the case, benches provided by city council "in every plaza and road widening'"(quote Cervellati), are they not a way to solve a technical problem, i.e. giving people the chance to enjoy the street?
Nowadays, to spend time in the street, you have to buy such right by buying  something in a cafe that has a outdoor area. Namely a right - use public space for public life - and a duty - be a part of and develop sociality itself - have to go through the purchase of a useless item, useless to such right/duty (usually a coffe).
These benches are certainly questionable, but, technically, give an alternative
to the outdoor area, allow, always technically, to being on the street. 

Via Stalingrado, ciclabile / via Stalingrado, cycle path
Ma non solo di panchine si è parlato. L'altra grande questione è la mobilità. Di nuovo, i sottintesi mi hanno reso difficile comprendere la vera posizione di Cervellati.
Nel criticare la pista ciclabile sul ponte di via Stalingrado come pericolosa per ciclisti e pedoni, ha dichiarato che "facciamo piste ciclabili per lavarci la coscienza".
La ciclabile in questione è terribile ed è vero che spesso tali strutture vengono fatte male e col solo scopo di fingere un'attenzione alla mobilità ciclistica.
Chi studia urbanistica sa che una qualsiasi infrastruttura di mobilità deve far parte di una rete complessiva, che ogni sua parte richiede un tutto per funzionare, e chiunque può capire che una ciclabile fatta così è un insulto a tutti, ciclisti e non.
Ma la frase di Cervellati, senza un contesto chiaro, sembra un rifiuto diretto di qualsiasi infrastruttura ciclabile.
Lo stesso vale per la critica di Cervellati ai bus in centro storico: è vero che impongono vibrazioni eccessive agli edifici, mettendone a rischio la statica, ma senza un accenno alle alternative, si potrebbe credere che l'unica soluzione sia l'auto privata.
Seats were not the only issue. Mobility was a main topic. 
Again allusions gave me hard time to understand Cervellati actual point of view.
Criticizing cycle path on Stalingrado bridge as dangerous for cyclists and pedestrians, he declared "we build cycle paths to clean our consciences"
This cycle path is horrible and really we build up such infrastructure badly and only to pretend we care for urban cycling.
Who has studied town planning knows that mobility infrastructure needs to be part of a whole to work, that every part of the network needs the network to work, and everyone can see that such a cycle path is an insult to all, cyclist and motorist.
But without a context, Cervellati's phrase can sound as a rejection to all cycling infrastructures.
Same can be said about Cervellati's criticism to buses in downtown: surely they inflict vibrations that stress buildings, but if you don't mention alternatives, someone might understand that the only way to move in town is your own car.

E allora non me ne vogliano gli organizzatori del convegno che lamentavano la scarsa copertura giornalistica: temo che il grande pubblico sarebbe rimasto perplesso davanti ad alcune posizioni espresse.
Il prossimo ciclo di conferenze previsto ad ottobre potrà avvalersi di un taglio più generalista, e possibilmente di una maggiore pubblicità, visto che per questa prima serie non è stato fatto nessuno sforzo di comunicazione.
And so I am sorry if the conference organization complained for lack of media coverage: I am afraid that public  would have been perplexed about certain claims. 
The next cycle of conferences scheduled in October may use of a wider outlook, and possibly more publicity, because for this first series was not made any communication effort.


venerdì 15 maggio 2015

Il suolo di Bologna /Bologna's ground

C'è chi gira col naso all'aria, io giro col naso a terra e a volte trovo dettagli che mi appassionano.
L'immagine di una città è fatta di tante cose: il suolo è una di queste.
Some look at the sky, I stare at the ground and sometimes I see jewels.
The image of the city is made by many different things; ground is among them.

La prima cosa che viene in mente pensando a Bologna sono i portici. Sono un carattere distintivo delle strade del centro storico e hanno significato molto anche nella pavimentazione: prima che l'asfalto - o macadam - fosse comune la pavimentazioni stradali raramente avevano una buona qualità, ma il portico, così simile a un corridoio privato, dava possibilità di sbizzarirsi.
First thing about Bologna is its porticoes. They are a distinctive character of old town streets and they have meant a lot about pavings: before asphalt - or macadam - was common, street pavings were seldomly good, but porticoes, so similar to private halls, gave a chance to unleash imagination.
portico di via Montegrappa
In questo caso una pavimentazione degna di un palazzo signorile, posta sotto un portico di via Montegrappa, offre l'estro a una lezione improvvisata di paleontologia.
This sample is from a portico in via Montegrappa, it would look great in a palace and gives passersby a chance to have a lesson in paleontology.

via Rizzoli
La maggior parte delle strade hanno carreggiate asfaltate e marciapiedi in pietra, ma alcune strade del centro storico hanno tratti in granito rosso.
Most streets are paved in asphalt with sidewalks of stone, but some streets in downtown are partially covered by red granite.
via Caprarie
Una delle strade del centro storico si finge hollywood e dedica una stella a ogni jazzista che ha onorato la città con un concerto. Non è un'idea molto originale, ma è comunque apprezzabile.
A street downtown pretends to be a Walk of Fame, placing a star for each jazzman who played in town. It is not an original idea, yet it is pretty nice.
via Parigi
Questa stradina in centro città mostra un bell'uso della pavimentazione in blocchetti di pietra: un percorso in grigio, protetto, lega i portici, a destra la carreggiata ha lo stesso materiale della piazzetta a sinistra, ma una diversa disposizione, per rimarcare il diverso uso.
This narrow road in the oldest part of the town display a nice use of stone brick: a grey protected path links the porticoes, on the right the carriage way has the same material than the little square on the left, but a different pattern, to mark the different use.
Via Rizzoli
Uno dei fattori da considerare nella pavimentazione è anche l'inserimento di dispositivi che aiutino le persone con disabilità a muoversi. In questa strada del centro storico l'elemento tattile per non vedenti è realizzato in pietra, in modo da armonizzarsi col resto del marciapiede.
Paving should help disabled persons move freely. Here, in the main street of old town, blind path is made in stone, as the sidewalk.
Via Marconi
Una soluzione più economica ma veloce è questa guida in plastica, applicata a una strada storica ma meno rappresentativa.
This plastic blind path is a cheap but easy solution, applied in a busy street in the old town.

Via Matteotti
Un'altra guida in plastica, particolarmente brutta e molto scivolosa in caso di pioggia. Questa strada fa parte della periferia storica.
Another plastic blind path, terribly ugly and very slippery under the rain. This street is in the historical suburb.
via Ugo Bassi/via San Gervasio
Un attraversamento perdonale realizzato a mosaico. Non tutti sono altrettanto belli, purtroppo.
A pedestrian crossing made by mosaic. Not all the crossing are so nice, unfortunately.

piazza XX settembre
Il centro storico è circondato da un viale che corrisponde alle vecchie mura di difesa; le mura sono state eliminate e oggi ne rimangono solo le porte. Porta Galliera, a sinistra nella foto, era una delle porte principali, tutt'ora è un punto importante della città, poichè è la porta più vicina alla stazione ferroviaria e quindi segna l'ingresso al centro storico più usato da chi arriva in città col treno.
La strada ha una pavimentazione in sanpietrini; una fascia di ciottoli disegna l'ingombro  delle antiche mura.
Historical downtown is encircled by a large arterial street built on the old defense wall; the wall has been removed and nowadays only the doors remain. Porta Galliera, on the left in the photo, was one of the main doors, and it is still a main point, because is the nearest to the railway station and so it is the main entrance to the old town for train travellers.
Street is paved by cobblestones; a band of pebbles draws the old wall's footprint.